Autore: Leonardo D’Addabbo

  • La nuova collezione Lucy G è dolce e divertente

    La nuova collezione Lucy G è dolce e divertente

    MARIO MOSSA Gioielliere

    presenta

    CANDY SHOP

    Ispirata ai colori, alla passione e alle tradizioni del sud Italia

    Questa allegra collezione rappresenta i dolci tipici del nostro affascinante territorio.

    In esclusiva a Bari presso il punto vendita di Via Sparano 44.

    CANDY SHOP DE LUXE (ORO 18K)

    Dal binomio di pietre e diamanti nascono i dolci più raffinati.

    CANDY SHOP BOUTIQUE (ORO 9K)

    Cannolo, babba’, sospirone, sporcamuss… Assaporate il piacere dei dolci Lucy G. con smalti pregiati e diamanti!

    CANDY SHOP URBAN STYLE (ARGENTO)

    Fresco, allegro, sensuale o urban style? Argento e smalti sono il perfetto abbinamento per uno stile unico!

  • Mario Mossa presenta EMI&EVE

    Mario Mossa presenta EMI&EVE

    Logo Emi & Eve

    I gioielli Emi&Eve nascono dalla creatività di una giovane designer, Cassandra Postema, diplomata in “Fashion and Textile Design” al Central St. Martin College di Londra. Un viaggio in Cambogia le ha cambiato la vita e le ha donato la giusta ispirazione per avviare un progetto caratterizzato da eccellenza nel design, innovazione e responsabilità sociale.

    Colpita profondamente da una terra ferita, da una popolazione che conserva il sorriso nonostante affronti ogni giorno difficoltà per noi inimmaginabili, Cassandra decide di trasformare l’orrore lasciato dalla guerra in pura bellezza attraverso una collezione di gioielli, ispirata alla natura e alle filosofie orientali.

    Bombs to Beauty

    Un progetto speciale che crede nel potere di una bellezza che sorge dalla cenere. Trasformando bombe e pallottole in gioielli, Emi&Eve contribuisce a far crescere l’economia e a far rivivere l’antica tradizione artigiana.

    Bombs to Beauty

    Gli artigiani che lavorano per Emi&Eve utilizzano il metallo recuperato dagli agenti della CMAC (Cambodia Mine Action Centre) e dai pescatori del luogo. Emi&Eve lavora con artigiani sopravvissuti alla guerra e aiuta a fornire loro un salario equo e dignitoso. In questo modo sostiene la comunità cambogiana.

    Il materiale di base utilizzato in tutte le collezioni è l’ottone, derivato dal riciclo di residuati bellici estratti dal suolo cambogiano, placcati in oro per mantenere il colore inalterato nel tempo.

    Bombs to Beauty

    Alcuni elementi sono arricchiti da pietre preziose provenienti dalla Cambogia, naturali e non trattate, quindi, uniche e diverse tra di loro.

    Bombs to Beauty

    Costruendo una sinergia tra l’uso di materiali di scarto e dando lavoro a chi desidera ricostruire la propria vita, Emi&Eve crea un lusso con un valore unico.

    Da sempre attenti all’etica e alla sostenibilità abbiamo amato subito l’idea di trasformare una cosa orribile come la guerra in una bellissima come i gioielli, tutto all’insegna del riciclo e del dare nuova linfa a un territorio e una popolazione martoriate. Ci sono solo valori aggiunti in un progetto così, siamo felici di farne parte.

    Bombs to Beauty

    Vieni a scoprire le collezioni Emi&Eve a Lecce in Piazza Sant’Oronzo 27.

  • Le nuove collezioni MIMI a Lecce

    Le nuove collezioni MIMI a Lecce

    mimi

    La Gioielleria Mario Mossa è lieta di presentare le nuove collezioni MIMI, in esposizione dal 18 al 26 maggio a Lecce in Piazza Sant’Oronzo 27.

    Cocktail di inaugurazione giovedì 17, ore 18.30. Con tattoo bar, live djset electro swing e selfie-set.

    Indossa, gioca divertiti, be yourself!

    mimi evento
  • Collezione Diva’s Dream di Bulgari

    Collezione Diva’s Dream di Bulgari

    Diva's Dream Bulgari Mario Mossa

    La nuova collezione Diva’s Dream di Bulgari celebra la femminilità con un armonico insieme di forme e colori.

    Ispirata alla bellezza di Roma, la collezione Diva’s Dream reimmagina i luoghi della sua città come gioielli abbaglianti. Quest’anno, nuovi pezzi sono stati aggiunti alla collezione iconica che onorano la femminilità con una ricca nuova gamma di colori.

    Dalle gemme con forme insolite, alle intense aggiunte di colore, l’ultima interpretazione di Bulgari della collezione Diva’s Dream rappresenta la passione della maison italiana per le tonalità vivaci, i tagli audaci delle pietre preziose e il design sorprendente.

    Diva's Dream Bulgari Mario Mossa

    Come una Diva

    All’epoca di Cinecittà e della Dolce Vita, tutti gli occhi erano puntati sulle donne della società vita romana che trasudavano un’aura quasi magica. Queste magnifiche e irraggiungibili muse, protagoniste di vite spensierate e invidiabili, hanno ispirato la collezione la collezione Diva’s Dream di Bulgari.

    I nuovi masterpiece sono progettati per celebrare la filosofia secondo cui ogni donna ha dentro di se’ una diva sensuale, elegante e unica, in grado di brillare con charme.

    La silhouette della bellezza

    L’evocazione della capitale italiana è al centro di tutta la collezione e il motivo a ventaglio della collezione rispecchia i mosaici colorati delle Terme di Caracalla, quando, durante l’Impero Romano, andare alle terme era un passatempo alla moda dell’alta società.
    Ispirandosi agli antichi rituali di bellezza, la collezione, deliziosa ed elettrizzante, è scolpita in modo meticoloso dai metalli più preziosi, dai diamanti scintillanti e dalle gemme colorate con un’attenzione maniacale ai dettagli, tipica di Bulgari.

    Diva's Dream Bulgari Mario Mossa

    Reimmaginare il classico

    Per rendere più attuale la collezione Diva, Bulgari l’ha rinnovata con un nuovo design openwork combinando spazi vuoti e pietre preziose. L’iconica forma a ventaglio è stata reinterpretata con la preziosa acquamarina.

    Le nuove aggiunte alla collezione includono ciondoli in oro bianco con bracciale e orecchini abbinati, tempestati di pavé di diamanti.
    Dall’intensità del colore all’eleganza suprema, la collezione Diva’s Dream di Bulgari 2017 è ricca di gioielli facili da indossare che incarnano il coraggioso fascino romano e il classico fascino italiano.

  • Il magico e profondo blu della Tanzanite

    Il magico e profondo blu della Tanzanite

    Anello Tanzanite

    La tanzanite è una pietra preziosa molto particolare, variante della zoisite, scoperta nel mese di gennaio del 1967 nel nord Tanzania ai piedi dei monti Merelani da un Masai. Il nome di questa gemma venne ideato da Harry Platt, il vice presidente di Tiffany che organizzò un’eccezionale campagna commerciale per promuovere la tanzanite in tutto il mondo. L’entusiasmo di questa celeberrima azienda di gioielli contagiò gran parte del mondo e la tanzanite divenne simbolo di eleganza e nobiltà, in quanto più rara del diamante stesso.

    Questa pietra è molto apprezzata in gioielleria grazie ad una sua caratteristica che la rende sempre sorprendente agli occhi di chi la guarda: il pleocroismo infatti, fa si che la pietra cambi le sue tonalità di colore, variando dal blu al viola, in base a come la luce la colpisce.
    Per via del suo forte legame con la cultura Masai oggi la gemma ha assunto un altro valore importante: viene donata alla nascita di un bambino poiché il blu intenso che la caratterizza è da sempre un colore sacro per le donne Masai, che ricevevano in dono una veste blu poco prima dell’arrivo di ogni nascituro.

  • Storia delle Icone Russe

    Storia delle Icone Russe

    L’arte dell’icona fa la sua comparsa in Russia con il cristianesimo, nel 988. Le prime icone sono portate da Bisanzio, città che all’epoca ebbe una forte influenza culturale e politica sul territorio russo, a Kiev. L’imperatore Jaroslavl Il Saggio fece venire artisti bizantini per formare i suoi sudditi sulle tecniche di pittura delle icone, dell’affresco e del mosaico. Nel giro di poco tempo andò creandosi una vera e propria scuola delle icone, che raggiunse il massimo splendore nel XV secolo.

    Icona Russa Ultima Cena
    Il soggetto dell’ultima cena, prediletto dall’arte occidentale, vede intrecciati i temi biblici del tradimento di Giuda e dell’istituzione dell’Eucaristia

    Le icone illustrano delle vere e proprie narrazioni, mescolano personaggi reali e accadimenti contemporanei ad interventi divini. Iniziano a diffondersi le opere dedicate alle vite dei santi, che occupano posizione centrale di maggior rilievo, circondati da immagini più piccole che costituiscono una vera e propria biografia illustrata. I primi pittori sono monaci che a seguito di guerre e invasioni migrano con la popolazione nel territorio. I pezzi più complessi sono create da più di un artista, formando una sorta di laboratorio (artel), in cui però solo il maestro dipinge volti e mani. Le scuole russe si moltiplicano e prendono il nome dalle città in cui sorgono (Kiev, Mosca, Vladimir, etc), ognuna con un proprio stile, in base all’ambiente, alla ricchezza dei monasteri, dei disegni e dei colori, ma tutte secondo i canoni bizantini, riguardo alle tecniche di esecuzione, alla tipologia dei soggetti e delle composizioni.

    Icona Russa Madonna di Vladimir
    La Madre di Dio di Vladimir è forse la variante più celebre di Madonna della Tenerezza

    Le prime icone ancora oggi ben conservate, sono di grande bellezza artistica, tra queste si cita in particolare la celebre “Vergine di Vladimir”, detta anche Theotokos di Vladimir, esposta nella foto affianco. Nel momento di massimo splendore dell’arte dell’icona (XV e XVI secolo), la scuola più prestigiosa era quella di Mosca: vi lavoravano tre artisti particolarmente dotati, Teofane il Greco, Andrej Rubliov e Dionisij. Nel XVII secolo, l’arte delle icone inizia a subire l’influenza del mondo occidentale: i pittori iniziano a firmare le icone e le scuole locali iniziano il loro declino.

    Icona Russa Menologica
    Icona Menologica, raccoglie le vite dei santi onorati dalla Chiesa ortodossa, distribuite secondo l’ordine del calendario, per giorni e per mesi

    Viene introdotta la tecnica del chiaroscuro, con volti che esprimono sentimenti; si inizia ad adottare la nozione di volume, con sfondi paesaggistici o architettonici. L’icona diventa un dipinto religioso e viene ricoperta con metalli preziosi, lasciando apparire solo il volto e le mani. Questo processo continua fino al 1917. Nonostante quest’ultima sia l’epoca della distruzione di massa delle icone, i restauratori le riportano alla loro bellezza originaria, liberandole da strati di pittura, smalti e rivestimenti, che vengono esposti a parte, come opere d’arte in se stesse. Oggi non vi sono più scuole d’icone, ma la tecnica è stata comunque trasmessa e si esprime con nuove realizzazioni artistiche.

    Articolo a cura di Mario Mossa